+++lunedì, 07 maggio 2007+++
Tutte queste baracche
oltraggio al vivere moderno
sai cosa nascondono?
nascondono il nostro futuro
Nascondono i nostri viaggi in camper
nascondono le nostre case calde
nascondono il nostro adipe sul sedile
nascondono i balocchi dei nostri bimbi evoluti
Non uccideremo nessuno, credimi
più semplicemente gli daremo un lavoro
la polvere farà il resto
Nel nostro nido d'amore si sta stretti
siamo io, tu e milioni di altre persone
prima o poi si spezzeranno le dita
e non potremo più difenderci da nulla
Postato da AboutMyMind alle 17:22
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+++martedì, 01 maggio 2007+++
Il giorno dell'Apocalisse le esplosioni si susseguirono a raffica. Le prime cose ad esplodere furono i cassetti delle camere da letto, poi a seguire le pantofole, i forni a microonde, i frullatori, i giornali, i computer e le lavastoviglie. Il giorno dell'apocalisse io pensai che tutte queste esplosioni fossero assolutamente normali e così camminai tranquillo per strada su un tappeto di capelli grigi, evitando accuratamente i mobili che la gente lanciava dalle finestre sinistre e da quelle destre.
Tutto quello che avevi poteva ucciderti. Tutto quello che poteva ucciderti lo avevi ottenuto. Tutto ciò che avevi ottenuto te lo eri guadagnato. Tutto ciò che ti eri guadagnato lo avevi pagato. Tutto ciò che avevi pagato ti aveva derubato.
Il giorno dell'Apocalisse non morì nessuno ma tutti si videro per un attimo. Io ho visto il tuo volto e non ti ho riconosciuta perchè non ricordavo avessi gli occhi come due diamanti grezzi senza più luce propria. Tu mi hai guardato e hai deciso di farmi esplodere in mille pezzi, e me lo hai chiesto con tanta cortesia che mi sembrava impossibile rifiutare. Il giorno dell'Apocalisse ci siamo anche amati di un amore sommerso e sepolto in fondo ai piedi, come due povere bestie senza intelletto. Il giorno dell'Apocalisse io sputai dappertutto e in faccia a chiunque. A mia madre, a mio padre, a chiunque tranne che a te. Dio fu molto felice di ciò e decise che San Giovanni poteva attendere per avere il suo bottino. Il giorno dell'Apocalisse entrai in ufficio alle 9 di mattina e ne uscii alle 18.30 di pomeriggio. Fuori c'era il sole, a terra uccelli morti e sopra una quercia c'eri tu ad aspettarmi.
Postato da AboutMyMind alle 13:37
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+++mercoledì, 25 aprile 2007+++
Io sono morto, com'è vero che voi siete vivi. Io sono morto di risate mentre vi guardavo affaccendarvi e parlare, scrivere, dipingere, leggere, spiegare, tritare, pulire, appendere, mangiare, bere, sorridere.
Ce l'avete uno specchio a casa? E perchè non lo usate allora?
Aprire e chiudere porte e cancelli e finestre e imposte, sbarrare persiane per lasciare fuori la tempesta senza capire che se non c'è linea di confine non c'è nessun fuori e nessun dentro e non c'è nessuna distinzione. Sissignori, nessunissima distinzione tra lo stare seduti o lo girare in tondo dispensando sorrisi di circostanza e frasi fatte. Entrambe le azioni sono finalizzate all'inutile no? Perchè allora non vi affacciate sul vostro petto? E provate a fare qualche domanda a quel muscolo a forma di cuore che viene chiamato cuore? Vi rigurgiterebbe l'inferno addosso ma per fortuna l'unica cosa che può fare è battere in silenzio. Tum tum tum. Il sessantotto certo, la rivoluzione, ora come allora. Tempi moderni, afflitti dalla noia, e le vostre armi cosa sono? Salottini da tè. Vi giuro, sto morendo. Fermatevi perchè le risate mi soffocano.
Siete mai entrati in un confessionale? Inginocchiatevi e parlatevi.
Se i fiumi sono inquinati non è sempre colpa delle industrie che sversano i rifiuti. Resta il fatto che le acque sono opache ma alcuni pesci ci sguazzano in queste acque. Permettetemi di dire che mi sento a disagio e ho le squame irritate. Quindi state molto attenti. Essere furbi è la cosa più facile del mondo, ma non so se sia la meno dolorosa. La conoscete la prima legge della dinamica vero? Pensateci su e fatemi sapere.
Postato da AboutMyMind alle 16:14
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+++giovedì, 05 aprile 2007+++
Se passa il tempo e si ingialliscono le dita
se l'inchiostro è secco e la vita marcia
chi mai può scrivere lettere d'amore?
Il giorno radioso ti consegna un prato nuovo
che passeggia sulla tua retina avvizzita
bruciata da maree di sole
Scatto polaroid istante dopo istante
entro ed esco da notti senza ricordi
cammino per giornate di cieli fumosi
Se passa il tempo e si ingialliscono le dita
se l'inchiostro è secco e il foglio logorato
chi mai può scrivere lettere d'amore?
Postato da AboutMyMind alle 10:01
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+++lunedì, 02 aprile 2007+++
Salutami e dimmi addio
come se stessi partendo per un continente lontano
a bordo di un trattore Fiat
messo lì per spoetizzare la situazione
Postato da AboutMyMind alle 20:49
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+++martedì, 27 marzo 2007+++
Mandando i miei occhi più in alto
del branco di polveri e nubi che ci insegue
non trovo pretesti per sorridere, eppure lo facciamo
(e finchè lo facciamo siamo dei cercatori)
Oltrepassiamo cento volte al giorno il confine
a bordo di frasi senza senso, comunque
più vere del brusio che abbiamo attorno
(resta da stabilire dove sia davvero il non senso)
Mandando i miei occhi più in alto
del branco di polveri e di nubi che ci insegue
non vedo un solo centimetro di terra buio
e l'uomo che scoprì il fuoco impreca qui al mio fianco
(senti gli scricchiolii della cupola? è marcia!)
Postato da AboutMyMind alle 14:52
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Se io, ora, ho deciso di vivere
non è perchè mi sento morto
il tuo sguardo lo sa, e mi rinfaccia
di rigetto, la mia malattia
Con il collo tra le maglie strette
la gola pizzicata da inutili insetti in viaggio
in una scatola blu immensa e vuota, torbida
che non è affatto l'oceano, ma solo una scatola
Se ho davanti dei fogli e una matita
uno shampoo verde e dei libri di costruzioni
una riga di sessanta centimentri e del nastro adesivo
ho ancora spazio per piantare i miei prossimi venti anni
Postato da AboutMyMind alle 14:37
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+++martedì, 20 marzo 2007+++
Cè qualcosa che non mi convince
nei bicchieri vuoti e nelle ceneriere puzzolenti
nei tavolini verdi e nei cellulari sparsi lì sopra
nelle risate grasse e nel chiacchiericcio impertinente
C’è qualcosa che non torna nei discorsi intelligenti
nelle speculazioni filosofiche soffocate in sacchetti di plastica
qualcosa che il mondo non vuole rivelarci a nessuno costo
qualcosa che ci troveremo davanti all’improvviso
C’è qualcosa che non mi convince
nelle amicizie felici, nei baci ostentati, nei circoli allargati
nello sguardo dei camerieri avanti-indietro come pendoli
nei fari delle macchine che illuminano la strada e la pioggia
C’è qualcosa che il mondo
non vuole rivelarci, un segreto taciturno
troppo impacciato per sedersi con noi altri
emancipati, intelligenti, artisti, giocolieri
(E, a parte aspettare, non sappiamo far altro)
Postato da AboutMyMind alle 14:00
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+++domenica, 11 marzo 2007+++
Ok forse riuscirete a fermarmi, ok forse sono già fermo ora, ok forse ero già fermo quando voi mi fermaste (ma quando vedi una moltitudine di luci ti illudi almeno per un attimo di non essere solo al mondo). Ma ogni cosa a suo tempo. Il rubinetto perde in cucina e io non so cos'è una guarnizione, io sono scevro da tecniche di assemblaggio, io sono sufficientemente primitivo per meravigliarmi di tutto e sufficientemente scettico per non meravigliarmi di niente. E questo nettare scuro che si precipita nella gola desideroso di dimenticare il mondo assurdo da cui proviene. Siamo contrastati, complessati, rifugiati, alienati, disadattati, frustrati, perseguitati, sollevati, disagiati, e non vogliamo darci una mano. E' l'ultima cosa al mondo che faremmo, darci una mano, figurarsi accettare le mani altrui. Io che non mi sento rappresentato, poi, non ho un posto da dove assistere al film e mi tocca stare in spazi angusti, e toccare braccia, visi, capelli, guance senza riuscire mai a capirle a fondo e senza mai essere capito del tutto. E' un aereo che si schianta al suolo ma per fortuna l'unico passeggero è il pilota e chissà se il pilota sono io. Se sono io che faccio? Muoio? Oggi ho troppo sonno per morire, sono troppo stanco e ho le ossa che mi scottano. Quasi come la fronte, non la mia. E non è febbre, te lo assicuro, casomai è altro.
Postato da AboutMyMind alle 00:13
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+++venerdì, 09 marzo 2007+++
Riuscirà l’acqua tonica a darmi un tono? Me lo chiedo mentre spremo il limone goccia per goccia, arcuando i polpastrelli, stringendo i denti, sibilando improperi assorbiti direttamente dalle pareti di casa. Più che spremere il limone lo torturo. Ma poi, mi chiedo sempre, questa corsa al t(r)ono non è già bella e finita? Persino le nuvole sono toniche, e io in questa scala di tonicità dove mi inserisco? Nel frattempo all’acqua tonica e al succo di limone ho aggiunto del gin, anche se sono le 9.30 di mattina. Ma io aggiungo il gin proprio per quello, perché le 9.30 di mattina sono un limbo insopportabile, perchè o si lavora o si dorme ancora, questa è la regola. Io invece sto qua a spremere limoni, e questo mi sembra tremendamente irrazionale, anche se tutto sommato potrebbe far parte della mia corsa verso l’autismo. I limoni raccolti dal mio giardino incantato, come certe serate passate in un chiacchiericcio fitto con Jimmy e Johnny e Linda, sorseggiando vino e stando composti su delle stupende sedie di vimini, con l’aria attorno immobile e il tramestio vitale degli insetti. Con noi c’è anche il figlio di Satana, ma nessuno se lo caga nemmeno di striscio, poverino. Mi fa compassione e così gli offro un profumato biscotto alla cannella che lui ingurgita e poi vomita sul piattino del tè che in realtà non c’è. Alle 9.30 di mattina metto su un disco di un gruppo californiano, tanto per tirarmi su e accennare quattro passi di danza, ma evidentemente ho sbagliato disco, e così mi vesto anche io di scuro e mi metto in testa una testa di cavallo senza grilli per la testa che mi fa balzare immediatamente in testa alla corsa. Mischiato per bene il gin, l’acqua tonica e il limone non mi resta che bere a piccoli sorsi questo prezioso e torbido tesoro. Metto quattro cannucce nel bicchiere e bevo e il gin timidamente mi chiede: permesso, posso entrare? Stranamente, dopo che è entrato, suona il campanello. Driiiiin! Non può essere il gin, maledizione, lui è dentro. Ecco, sta suonando il campanello di casa mia e sono già le 10.15 anche se non aspetto visite.
Postato da AboutMyMind alle 09:31
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